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venerdì 8 marzo 2013

L'agricoltura ha bisogno di riforme!

Giusto oggi ho letto la petizione della WWF per la vera riforma della Pac, e leggendola mi sono resa conto che finanziamenti europei (quali sono i contributi Pac) erogati solo ad aziende che rispettano l'ambiente potrebbero essere un grosso incentivo per gli agricoltori a convertirsi al biologico.

Non conosco nei dettagli tutta la modalità di erogazione dei contributi Pac dell'ultimo decennio però so, ad esempio, che i terreni coltivati a frutteto (tranne in casi particolari) non avevano diritto al contributo.
Premetto che l'azienda di famiglia non è in biologico, quindi non avrei un tornaconto immediato se tale legge venisse modificata, però mi rendo conto che la chimica che ha invaso l'agricoltura negli ultimi decenni potrebbe essere la causa di molte delle malattie che oggi vive la popolazione.
Alzheimer, Parkinson, leucemia, tumori alla prostata, e purtroppo si potrebbe continuare, pare possano essere legati ad alcuni prodotti fitosanitari (i vecchi pesticidi) che vengono utilizzati in agricoltura.

lunedì 21 gennaio 2013

I mercati contadini, dove sono?

Fino al 2009 io non sapevo cosa fosse un Mercato Contadino. Poi ne ho sentito parlare per la prima volta seguendo una tramissione televisiva su un canale locale (Telestense) che si occupava di Agricoltura, e mi sono incuriosita. Avendo i miei genitori un'azienda agricola era un'opportunità che si poteva valutare e così da quell'anno siamo entrati anche noi in questo mondo del kilometro zero.

La differenza con i fruttivendoli dei mercati rionali me la fanno notare di solito i clienti:
"Ma lo sai che al Martedì al mercato normale vendono le pere a 3,50 euro al kilo mentre tu solo a 1,30. Non si può dire, ma sono proprio dei l..."
Questo è quanto mi ha detto un mio cliente proprio Sabato scorso!

Essendo la filiera più corta, anche i prezzi sono più contenuti, ma soprattutto i prodotti sono più freschi e sapete dove sono stati coltivati. I vostri acquisti, essendo freschi, durano anche settimane, mentre quelli del supermercato molte volte durano pochi giorni e se non consumati in tempo finiscono nella spazzatura. Un altro vantaggio che questo tipo di acquisto vi offre è che l'agricoltore ci mette la faccia, quindi se acquistate qualcosa che poi non è buono (Es: la zucca non è dolce, il melone sa da cetriolo, ecc), la volta dopo potete andare a reclamare! La grande distribuzione questa possibilità ve la offre?

Purtroppo lo svantaggio di questi mercatini è che si fanno solitamente la mattina quando la maggior parte delle persone sono al lavoro. In realtà alcuni si svolgono la Domenica, quindi più accessibili, ma il vero problema è trovare una lista completa (e aggiornata) dei Mercati contadini regionali con i relativi prodotti venduti. Il "migliore" che ho trovato (e ho cercato parecchio...) è quello di Campagna Amica anche se non ci sono riferimenti per chiedere informazioni o altro.
Forse la poca affluenza di gente in questi mercati dipende anche dalla mancanza di diffusione delle informazioni. Se ogni mercatino avesse un sito o un numero di telefono di riferimento sarebbe più facile venire a conoscenza di eventuali cambiamenti o spostamenti di sede del Mercato.
Speriamo che presto qualcosa possa cambiare, nel frattempo visitate quanche mercatino della vostra zona di residenza e se volete, condividete la vostra esperienza, positiva o negativa che sia!

lunedì 17 settembre 2012

L'Italia non può vietare gli Ogm

Vi riporto una parte dell'articolo che ho letto oggi su AgroNotizie e che mi ha lasciato senza parole!

"L’Italia, e così ogni altro Stato membro dell’Unione europea, non può bloccare la coltivazione sul proprio territorio di Organismi geneticamente modificati (Ogm) regolarmente autorizzati a livello comunitario e iscritti nel catalogo comune.
 A stabilirlo, una sentenza della Corte di giustizia europea del 6 settembre, che non mancherà di rilanciare il dibattito sul quadro delle norme che regolano le colture modificate nell’Ue.

mercoledì 5 settembre 2012

Carne e acqua

" Gli esperti riuniti a parlare di risorse idriche hanno detto senza mezzi termini che a causa dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici da una parte, e dell'aumento della popolazione dall'altra, si dovrà arrivare a un'alimentazione "quasi vegetariana" entro il 2050. Si potranno sfamare i 9 miliardi di persone che ci saranno – adesso siamo 7 miliardi – solo passando dal 20% di consumo attuale medio di alimenti di origine animale a un risicato 5%. Gli appassionati di carne dovranno essere disponibili a spendere molto, molto più di oggi se vorranno continuare a portare in tavola la bistecca tutti i giorni.
I valori dell'impronta idrica della produzione degli alimenti sono sconosciuti ai non addetti ai lavori, ma si tratta di numeri illuminanti. Vediamone qualcuno, rendono bene l'idea. Produrre un pomodoro richiede 13 litri d'acqua; ne servono 70 per una mela; 135 per un uovo, 500 per un etto di formaggio e – l'avreste detto? – ben 2.400 per 100 g di carne bovina
."

estratto dall'editoriale del numero di ottobre di Cucina Naturale, in uscita il prossimo 25 settembre

venerdì 3 agosto 2012

Svendita di frutta all’ingrosso ma non al dettaglio

Signori e signore l’agricoltura in questo modo non può andare avanti!

Dovete sapere che da poche settimana è iniziata la raccolta delle prime pere, il mercato aveva risposto bene all’inizio, mentre adesso tutto è bloccato, non c’è richiesta e quindi gli agricoltori sono “obbligati a parcheggiare” la loro merce in celle frigorifere (con gli ulteriori costi che questo comporta) in attesa di tempi migliori. Quelli che invece riescono a vendere la produzione, in realtà svendono, con prezzi che nemmeno lontanamente possono coprire i costi di produzione!

Oggi pomeriggio però, mentre facevo la spesa in un ipermercato, ho realizzato il motivo per cui non c’è richiesta di prodotto: la gente non compra (o se compra acquista poco) perché la frutta costa una follia! Come è possibile che le cooperative comprino in campagna le pere a 0.40 euro/Kg (quando va bene…a volte si parla di 0.25 euro/Kg) e le rivendano poi al consumatore finale a 2.45 euro/Kg? Ma ci credo che chi ha voglia di mangiarsi una pera se la tiene, cavolo costa uno sproposito!

domenica 13 maggio 2012

Il glutine un circolo vizioso


Il glutine è un gruppo di proteine presente in molti cereali ed in questi ultimi anni è diventato tristemente famoso a causa delle intolleranze o delle allergie che può causare.

Mio nonno diceva sempre: “è il pane che toglie la fame non il companatico”, ma allora perché 50 anni fa queste allergie o intolleranze al glutine non erano presenti?

In realtà forse la medicina non era ancora in grado di diagnosticarle, questo è probabile, ma non è che all’epoca il glutine era meno diffuso?

martedì 3 aprile 2012

Incremento di occupazione = rischio di fallimento, paradosso o realtà?


A volte mi piacerebbe che gli economisti cercassero di entrare nel merito delle realtà che descrivono prima di trarre delle conclusioni come quella di Gianfranco POLILLO, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, che nella puntata di “In Onda” dell’11 marzo scorso ha fatto un intervento discutibile.

L’incremento dell’occupazione non implica che il settore agricolo sia in crescita, anzi vorrei conoscere un solo agricoltore che può condividere una frase del genere.